Disperata canzone d'Amore
L'amore che non ha nome
voglio gridare
al mondo intero.
Perché ognuno
l'ignora,
lo condanna,
lo bistratta come gli alberi avvizziti
alle foglie secche
d'autunno.
Calpestato e schiacciato
da una legione di angeli malvagi,
trucidato alla forca,
da orde di monaci violentatori,
come una vecchia puttana
stuprato e abbandonato
fra le lenzuola.
L'amore che ha il tuo nome
voglio gridare
al mondo intero.
Si scandalizzi!
Redimersi e contorcersi
fra i torti amari
di ghigni e sussuri demoniaci
voglio ammirarlo
estasiato.
Opportunista è la dolce notte
che ci tiene lontani,
che pende tra le nostre labbra
come la luce fioca tra il buio e l'aurora.
Scivola l'avorio caldo dei tuoi capelli
sulla mia nuda pelle,
e se, amore mio, fossero fiori di maggio
caduchi, capterei la loro essenza.
Ho perso la mia scommessa,
tra le lenzuola e un bagno caldo.
E come un verme lambisce il suo cadavere
putrescente, così io bacio il tuo corpo bianco.
Maledetto!
Maledetto e beato sia il giorno
che i nostri sguardi,
incrociandosi,
hanno imprigionato
la mera essenza dell'infinito.
©
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