Lei
Lei lo amò perdutamente
quando toccò terra,
lo amò dentro vene di fuoco
come ombra sfocata
nel rosso vermiglio dei suoi sogni
Lo attese - negli anni burrascosi -
con fermagli di speranze alla porta
E lo attese, e poi lo attese.
Non arrivò mai,
la sua assenza…
convinzione della sua non esistenza
Lei bruciò tutte quelle
immagini sgranate dentro
la pellicola della notte
e amò il mare
e amò il vento
e amò la sua solitudine…
mai più avrebbe vissuto tra echi di latta
E si confuse con il palpito della luna…
il suo centro d’amore
sarebbe stato il suo cuore,
porto sicuro da fragilità sottili…
impronte anonime sulle acide paure
Ultimi battiti sconosciuti, tardivi
le soffiarono respiri antichi
tra vesti di sale e campi fiammeggianti
Si voltò tra chioma di primavera
e una raffica di vento le penetrò l’anima…
Tutte le pagine bruciate ripresero vita,
righe intatte tra le dita di rose.
Il sole le baciava le labbra,
ma non era più il sogno vermiglio
che bussava…
era solo l’inganno
dell’ultimo desiderio, brancolante
rimasto vivo tra le ceneri dei ricordi
Lei si spogliò – allora - delle bugie del tempo,
nuda rimase sulla soglia del giorno…
si fece cullare solo dal coro degli angeli
dentro i vagoni della vita
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