L' attimo fuggente
Tirava fuori la sua ferocia come un violino tzigano,
si aggrappava alle sue corde sicure
...e un po' scontate e si piantava sulle sue narici frementi
a cercare sfide come un titano.
L' avresti spenta subito, ne avresti fatto polpette
da lanciare dentro un altoforno;
saresti corso là ... dove il laminatoio diventa rosso
per vederla passare stirata e abbrustolita come
un tordo, per guardarla arrossarsi come un'aragosta
per controllare, de visu, il liquefarsi
degli ormoni naturali.
Ora sei lì ad osservare tenui zampilli ormonali,
sperando che ti esplodano negli occhi
per capire il senso delle cose.
E' diversa, come un alieno, e l'altro alieno sei tu ...
e allora giù nel laminatoio a cercare fusioni nucleari ...
che non ci saranno mai.
Occorre tornare alle origini, nel sole,
per afferrare l'attimo fuggente
e lasciarlo fuggire ... inesorabilmente!
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Commenti (1)
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alessandro mazzeo23 ottobre 2011
Una scrittura che non teme di uscire dagli argini e travolgere gli schemi... parole mutanti, metafore folli... un autore per chi non ama leggere di tramonti e cieli stellati...
