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Sociale 22 ottobre 2011 · lettura 1 min · 3675 letture

I miei passi

Saverio Chiti 2048 poesie pubblicate
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Non so quanti, non lo so! Non conto mai i miei passi. Non so se camminar dietro a questa mia esistenza, oppure sedermi e guardarla passare. Certo, molte volte son stanchi, i miei passi fiacchi del solito andare, senza una meta. Eppure… Non chiedo niente, sol un attimo un po’ di attenzione. Non conosci la mia storia? Guarda dietro di me, i miei passi contali e saprai… da dove vengo e quale sia il mio sogno. No, credimi, del tuo aiuto non ho bisogno almeno non come tu credi, guarda dietro a me, dimmi quel che vedi… se saprai coglierne al mio arrivo anche solo un motivo, soggiornerai con me, per sempre… in ciò che più vivo.
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C’è molte volte più umanità e umiltà in “quei” passi, che nelle nostre mani tese spesso, molto spesso, solo per “effimera” carità!. " mi scuso con chi era già passato... ma a quanto sembra, era stata postata in modo scorretto!"

L'autore
Saverio Chiti

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad

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Commenti (2)

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perlanera22 ottobre 2011

Nel mio lavoro mi occupo di persone disabili e una delle maggiori difficoltà che incontro è far comprendere ai famigliari che, a volte, il miglior modo di aiutarli è non aiutarli, ma soltanto affiancarli andando al loro passo... La mano tesa per "effimera carità", spesso fa più male che bene...

G
Giancarlo Fiaschi22 ottobre 2011

Ognuno di noi deve compierlo quel percorso: è nostro ci appartiene. Solo solitudine inaridisce i cuori, la compagnia ci predispone, crea un contorno migliore. E facciamolo questo tratto di strada assieme, nel confronto, in quel prolifico intercambio. Ognuno di noi ha bisogno dell'altro: l'importante è non perdere la nostra personalità, perché la vita è nostra ci appartiene:- Meglio passi stanchi e sofferti, che adagiarci schematici, aspettando la spinta degli altri. L'uomo nel tempo antico, solo con se stesso correndo rincorreva la preda, e si procurava il cibo, poi nel tempo ha unito le forze e l'unione fa la forza, senza dubbio di smentita. Importante non perdere la propria personalità. Bella poesia e .