Cento passi e una veranda
Cento passi e una veranda
poi il muro alto e nero
e di là il mondo rumoroso
che canta per le vinte guerre,
mentre lei, violentata
da un soldato in ritirata,
rinchiusa in manicomio
per nascondere la vergogna.
Il suo ventre
le aveva dato un figlio
che neppure l'aveva visto,
a lei avevano dato cento passi
per gridare il suo dolore
alla gente bene che di là stava.
Quel bimbo diventato dottore
curava il dolore dell'uomo,
ma morto giovane, al cimitero
ora guarda la madre dalla tomba
nell'altra tomba due passi più in là.
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
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