Ossimoro

Cupa è la tua pelle
corrucciata è la bocca.
L' anima tua rara,
sfumata da ambigue ferite,
desta in me costanti riflessioni.
Tu, giovane irriverente,
ieri cantavi con dolcezza
liriche incantevoli,
oggi ti diletti a far scherno
di ciò che amano i poeti.
Eppure, sembra che esista un suggello
che avvicina due lontani pianeti.
Che sia opera di un rapsodo?
Difatti, se io fossi idillio, tu saresti verso
se io fossi vate, tu saresti visione.
Cupi sono gli occhi
corrucciata è la fronte.
Le inquietudini che ti assalgono,
affluendo nelle tue nascoste parole,
sono ordito e trama che tessono te,
giovane uggioso.
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Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele25 ottobre 2011
gradita POESIA ...CHE D'EFFETTO OSSIMORO, impiega lo splendore in essa composto... con meravigliosa interpretazione... E' FANTASTICA E STUPENDA

