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Sociale 24 ottobre 2011 · lettura 1 min · 1332 letture

La mano di Enrico

alessandro mazzeo 151 poesie pubblicate
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Nessuno parla della mano di Enrico dimenticata nella pressa forse per la fretta o per troppa sicurezza Nessuno parla del tuffo di Francesco dal terzo piano del cantiere nella piscina del giardino quando l'acqua ancora non c'era Nessuno si ricorda di quelle ragazze orientali di come illuminavano la notte le fiamme dello scantinato dove cucivano a tre euro l'ora ...solo il dolore dei propri cari non c'è spazio se si è troppo proletari...
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Enrico e Francesco sono nomi di fantasia

L'autore
alessandro mazzeo

Sono nato a Imperia il 5 maggio 1978 Ho iniziato a scrivere racconti fin dalle scuole elementari. Intorno ai 16 anni ho iniziato a scrivere anche poesie e avvicinandomi attivamente alla musica che è sempre stata la mia ragione di vita, a scrivere testi di canzoni. Sono l'autore dei testi delle canzoni della mia band

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Commenti (4)

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U
Ugo Mastrogiovanni24 ottobre 2011

È proprio vero, siamo così distratti dal superfluo da non ricordare cose tanto importanti. Forse dipenderà anche dalle innumerevoli tragedie umane che ci sottopone ogni momento la TV, il nuovo fa dimenticare il passato da non dimenticare.

radicedi6424 ottobre 2011

già. perché bisogna stare attenti a dosare il "troppo" proletariato... ottima denuncia!

M
Mela24 ottobre 2011

semplicemente dirlo, a volte sembra che le cose piÙ ovvie si fa fatica a dirle... mi piace come lo hai detto... semplicemente, come un atto quotidiano, hai descritto come un fotografo e hai parlato

h
hy ju24 ottobre 2011

Hai toccato con coraggio e intelligenza un argomento difficile da trattare. Di questa poesia mi piace lo sguardo compassionevole rivolto al dramma umano singolo, per arrivare a parlare di una tragedia più grande e universale. L'indifferenza per i deboli e per gli oppressi, il dolore degli ultimi.