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Introspezione 26 ottobre 2011 · lettura 1 min · 1040 letture

Signora

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armando mondin 232 poesie pubblicate
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E giunse finalmente la bella morte. Grato fui sereno. Sorrisi dalle stelle vista la cerimonia del calare nella fossa e tu amore, sola, nell'accompagnarmi là avvolta nel lungo cappotto blu dove in questa immensa solitudine c'era tutto il mio mondo.
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L'autore
armando mondin

Figlio ribelle alle imposizioni stupide dell’umanità. Ragazzo e poi uomo per lungo tempo felice, sensibile al mutare delle stagioni della vita. Osservatore non sempre indenne degli umori dei tempi. Essere umano che ha voluto donare, non a semina, il proprio amore totale solo a chi lo accompagna nel tempo lungo sulla st

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Commenti (3)

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Lidia Filippi26 ottobre 2011

versi che mi colpiscono molto; l'Autore presenta una scena triste e vede la morte serenamente, quasi come liberazione o come un fatto della vita e si preoccupa della sofferenza di chi lo ama. Una scrittura essenziale e molto efficace

M
Mp Luciani26 ottobre 2011

"Te spectem, suprema mihi cum venerit hora... et teneam moriens deficiente manu" altri versi del dolce Catullo per esprimere l'infinito. Bellissima, piena di vita. La morte è solo cambiamento. Ma l'amore resta.

e come diceva Iannacci in una sua canzone: Vorrei vedere tutti al mio funerale... la signora temuta, attesa ...questa morte che in fondo è un pezzo di vita, un altro momento della resa dei conti con noi stessi .