13 agosto 2011 (Rimini)

Mare, mare, mare,
acqua fresca, spumeggiante,
quel sapore di sale sulla pelle.
Sabbia, sabbia, sabbia,
Spiaggia di sabbia fine,
scontro di folla scomposta,
avvolge e passa oltre.
Nelle orecchie,
il suono del mare,
miriadi di schiocchi,
racchettoni e palline si scontrano
volteggiano nell’aria e
sulla sabbia spengono.
Suoni amplificati
Si perdono nel mare,
gruppi variopinti,
urla di bimbi festanti,
impazzano sulla battigia,
come topolini seguono il pifferaio.
Conchiglie taglienti
fan incespicare il passo,
piccoli granchi, immobili,
offrono al sole il loro biancore.
Alghe putride come petrolio,
ondeggiano sulla riva e,
posandosi sulla sabbia,
stabbiano la spiaggia.
Mare, mare, mare,
eri chiaro e trasparente,
oggi, nero, torbido e laido.
Echeggia la musica del pifferaio,
sempre più distorta,
rapiti, sedotti dal ritmo,
i topolini seguono,
avanti, indietro, saltano,
urlano e guardano il cielo,
oggi, dipinto di azzurro.
Si affacciano all’orizzonte nubi bianche,
domani al pifferaio non basterà la musica,
perché l’azzurro il cielo perderà.
Mare, mare, mare,
gli occhi voglio annegare
nel mare al nero di seppia.
©
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