Cinque caramelle, cinque lire
Una fune al collo.
All’estremo, concavo, due mani segnate dal tempo.
Il banchetto fitto di colori invitava
Alla pia elemosina.
Mi aspettava, ogni mattina…. come un tenero gattino, mai ha proferito parola, mai un bisbiglio;
Traeva ogni tanto, pizzicando un lembo di straccio
i pantaloni impigliati nel tacco.
Mi avvicinavo piano, come sempre, e, guardandolo negli occhi
la meraviglia: quei solchi sul viso e sulla fronte di un angelo ad un passo dal cielo.
Lui già sapeva, avvicinava la sua mano alla mia
e, con delicatezza, mi offriva il suo cuore: cinque caramelle per cinque lire.
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