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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da rosanna gazzaniga
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Donne 31 ottobre 2011 · lettura 1 min · 5185 letture

IL GIORNO DEI MORTI (suocere)

rosanna gazzaniga 322 poesie pubblicate
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Il tempo trascorso ha riproposto le tue ragioni aliene, ma senza dolore. la lotta tra possesso e orgoglio finì con il figlio tagliato a metà’ ognuna di noi, lo mise a seccare. Ho fallito sugli spasmi di folli ore. Le mie voci nuove muoiono risvegliate da apparizioni: possesso, furioso amore raccattarono pezzi di inevitabili decisioni. Hai intrecciato spine come una corona vanto ancestrale di conclusioni sognate (e avute). Eppure ti ho amata e tu mi hai sorriso ancora da quell'ultimo giaciglio, grata.
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Autobiografica: ho ripreso la mia vita per ritrovare serenità perdute, tra fallimenti inevitabili.

L'autore
rosanna gazzaniga
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Commenti (11)

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Silvia De Angelis31 ottobre 2011

Nel tempo la mente rimugina situazioni del passato riguardanti donne importanti della famiglia con le quali, in qualche modo, si è venuti in contrasto... ma è bene dimenticare per la propria serenità... Versi molto apprezzati

Midesa31 ottobre 2011

eventi e persone che ci passano davanti come un flashback... riprcorrendo periodi difficili rapporti difficili... sempre splendido poetare

C

a volte i rapporti con la suocera non sempre sono buoni, mi ha commosso la chiusa, splendida poesia, fiocco.

Sara Acireale31 ottobre 2011

Ahi!! La suocera... Ti capisco Rosanna anche se è bene dimenticare SEMPRE i torti e tu lo hai fatto perché nell'ultima strofa dici: "Eppure ti ho amata e tu hai sorriso in quel giaciglio, grata". Meravigliosa Rosanna, mi hai fatto commuovere con l'ultima strofa. Molto apprezzata

Cinzia Gargiulo2 novembre 2011

C'è un dolore profondo in questi versi che si avverte soprattutto nella descrizione della lotta con "il figlio tagliato a metà" da una compagna ed una suocera... Le immagini usate come sempre sono incisive ed efficaci e presentano una realtà amara ma, purtroppo, comune. Ottima poesia.

Angela Fragiacomo3 novembre 2011

La commemorazione dei morti diviene spesso occasione di ricordi ed ha il vantaggio di stemperare il dolore la rabbia per ciò ch'è stato... e forse una maggiore comprensione delle debolezze di chi non è più fra noi... Intensa e velata di malinconia questa lirica che ci parla d'un passato non facile con una persona che comunque s'è amata... molto apprezzata, nello stile di grande forza espressiva

Paola Vigilante31 ottobre 2012

Spesso orgoglio e sentimenti di possesso rendono i rapporti interpersonali difficoltosi se non proprio ostili. Anche le sensazioni meno gradite però con il trascorrere del tempo si mitigano lasciando il posto ad una nuova consapevolezza. Molto incisiva ed espressiva, nella chiusa c'è tutto il riscatto di questo non semplice rapporto, quando messe da parti delusioni, dolori e dispiaceri ci si rende conto di aver comunque amato.

I fallimenti della vita, i dolori le delusioni, le portiamo dietro di noi, ma non possono esserci rimpianti nei ricordi di persone amate nonostante tutto. Poesia ricca di significato, bella e musicale... Complimenti

Giacomo Scimonelli2 novembre 2012

versi che commuovono per sincerità ed intensità...posso capire i sensi di colpa a distanza di tempo... ma ogni volta bisognerebbe chiedere a nche a colui che è stato tagliato ''a metà'' il parere... sicuramente si eviterebbero momenti dolorosi per tutte le parti coinvolte... versi che apprezzo

Rita Minniti2 novembre 2012

Una grande poesia, dai colori scuri ma stemperati dal ricordo che li attenua e li rende più sopportabili. "Il tempo trascorso" scrive l'autrice " ha riproposto le tue ragioni/aliene, ma senza dolore"... dove il ricordo non resiste alla mente, quasi come a volersi giustificare, per non soffrire davanti a situazioni ferme, ma al contempo cariche di attriti, delusioni, rancori. In quell'"Ho fallito/sugli spasmi di folli ore", poi è lì che si va ad acuire questo dolore nel non essere riusciti, forse, a farsi comprendere, a farsi capire, o forse per non essere riusciti ad avere un dialogo equilibrato, continuando a sentirsi logorati nel non riuscire a fare sentire le proprie ragioni. "Eppure... ti ho amata"... Conclusione sublime, accorata!

Anna Maria Scamarda2 novembre 2012

Versi che colpiscono dal primo all'ultimo verso... Un tratto autobiografico in cui si avvertono, vibranti, l'intensità dei sentimenti espressi dall'autrice, con magistrale bravura artistica. Mi chiedo come il possesso, che non ha nulla in comune con l'amore, possa risiedere nel cuore di una madre... mettendo il figlio nelle condizioni di doversi sentire diviso a metà. Ogni uomo dovrebbe avvertire questi sintomi che mettono in pericolo la serenità della famiglia che ha scelto di costruirsi, facendo in modo di rendersene libero. E tuttavia, cercando di non creare fratture con la madre. Ma non tutti riescono a trovare i comportamenti più opportuni per farlo. Non sono rari, infatti, i matrimoni che finiscono per tale ragione.