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Impressioni 1 novembre 2011 · lettura 4 min · 2367 letture

Il pleut

Jeannine Gérard 492 poesie pubblicate
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~ * ~ Oh! que la matinée est triste en ce mois de Novembre. Comme Elfes éperdus qui cherchent un refuge, la pluie vrille l’air et grésille aux vitres closes. Le vent peine et fait gémir les portes. Les branches se dégarnissent de ce qui faisait leur parure et nus, les arbres frissonnent donnant à la douceur de l’automne le charme attendrissant de ce qui va finir. La terre agonise, la terre meurt. Parsemé de nuages hostiles le ciel pleure et hurle. Ses cris rauques et menaçants font écho et trembler l’air, Tout l’espace rappelle l’hiver et sa rigueur. Il y a dans la nature quelque chose d'adverse qui me fait regretter sa bienveillance et sa douceur. Abattue, je bouche mes oreilles aux clameurs, ferme les yeux et tourne le dos aux foudroyantes lueurs qui illuminent et saluent ma solitude. Un frisson de je ne sais quoi, d’effroi peut-être, me secoue et me remplit d'inquiétude. Harassantes et interminables les heures… je vais, je viens, je traîne mes pas dans cette maison où je me sens oubliée. Voilà la lune à l’horizon… Les derniers rayons du jour la rendent encore très pâle. Mais déjà sa majesté la nuit trône en ce lieu maudit. Il semble que la vie serve là, qu’à contempler ma détresse. Oh! tombée de la pluie. Oh! tombée de la nuit. Oh! le mois de Novembre qui vient ranimer mes pleurs. Oh! la Douleur! Toute vie s’emble s’éteindre ici, où mon cœur alangui pleure encore son deuil. . - - - - - - - - - - . Piove . Oh, che la mattinata è triste in questo mese di novembre Come Elfi sperduti in cerca di un rifugio la pioggia fora l'aria e picchia ai vetri chiusi. Il vento pena e fa gemere le porte. I rami si spogliano di quel che era la loro parure e nudi, gli alberi rabbrividiscono donando alla dolcezza dell’autunno l'affascino commovente di ciò che va a finire. La terra agonizza, la terra muore. Cosparso da nuvole ostile il cielo piange e urla. I suoi gridi rauchi e minacciosi fanno eco e tremar l'aria. Tutto lo spazio ricorda l'inverno e il suo rigore. C'è nella natura qualche cosa di avversa che mi fa rimpiangere la sua benignità e la sua dolcezza. Abbattuta, tappo le orecchi ai fragori, chiudo gli occhi e giro le spalle ai fulgidi bagliori che illuminano e salutano la mia solitudine. Un brivido di non so che, di desolazione forse, mi scuote e mi riempia d'inquietudine. Snervante e interminabile le ore… vado, vengo, trascino i miei passi in questa casa dove mi sento dimenticata. Ecco la luna all'orizzonte... gli ultimi raggi del giorno la rendono ancora così pallida. Ma già sua maestà la notte impera in questo luogo maledetto. Sembra che la vita serva qui, che a contemplare il mio sconforto. Oh! il cadere della pioggia, Oh! il giungere della notte. Oh! il mese di Novembre che viene a rianimare i miei pianti. Oh! il dolore! Ogni vita sembra spegnersi qui, dove il mio cuore svigorito piange ancora il suo lutto. ~ * ~
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Commenti (1)

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Paolo Morganti1 novembre 2011

Descrizione eccellente di una giornata piovosa, eseguita con estrema maestria dalla poeta che con dolci parole tutte scelte e appropriate e con stile e raffinatezza ci propone un elegiaca lettura riguardante non solo l'aspetto naturale ma anche viene trattato la mestizia e forse la malinconia che si sente dentro nelle giornate novembrine dedicate ai defunti. complimenti.