Senso di vergogna
Giovanni Facchetti
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Giunti siam nell’epoca globale
or che il mondo è unito dalla rete
è impossibil poter celare il male
e valicar tu puoi ogni parete,
ma se i confini vengon superati
dalla tecnologia e dal progresso,
quelli morali non van disintegrati
per rincorrer i soldi ed il successo.
Ed io provo un senso di vergogna
per quelle madri basse d’intelletto
che spingon figlie ad accettar la gogna
d’aver un vecchio ricco dentro il letto,
o padri indegni d’aver una famiglia
che non hanno quell’umana diffidenza
verso i maschi che insidiano la figlia
ma che dando dei calci alla coscienza,
senza ritegno e senza giri di parole,
invece di protegger ciò che è caro
non fanno che incitar la propria prole
a vender il corpo per pugni di denaro.
E sempre provo un senso di disprezzo
per i miseri difensori del potente
che mostrando il loro basso prezzo
si comportan peggio di un serpente
sostenendo tesi che logica non hanno
o accampando scuse tutte allucinanti
nell’intento di mitigare il danno
di colui che a lor regalerà diamanti.
Lontan da me stiano ‘sti miserabili
con i loro tristi e biechi insegnamenti
e se dalla legge non sono condannabili
che il loro cuor, da vecchi, li tormenti
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