Specula
Mi forgi
come fabbro il ferro
perché di mia natura
io lo strumento sia
Cammino ora impavido
or timido e vigliacco
e d'ogni mio desiderio
che nel profondo vivo
tu sei timone
L'ala che alla deriva cade
e l'incombenza al volo nuovo
che il ciel rischiara
e al ciel ritorna
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L'autore
Veitla
Sono nata in umbria, vivo da moltissimi anni a Roma. Nella poesia ho trovato quelle cose che nella vita di tutti i giorni sembravano dimenticanze. Non ho studi scolastici importanti...ma gli esami continuano, vivendo...
Commenti (1)
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M
Moreno Tonioni6 novembre 2011
In te e di te cammino ora impavido e ora vile... forgiato da te ... La ho letta e riletta cercando di leggerne alcuni passi densi d'ermetismo... ovviamente come solito accade ho dato un significato mio alle parole di Veitla. apprezzandone la metafora e la scorrevolezza dell'insieme.
