Supplica
Supplica palpitando per aver soddisfazione,
livido e turgido s'impettisce senza modestia.
Anela quello che ha l'onda, quando ancora dentro il suo mare,
ricadendo si vomita, sgretolandosi la cresta.
Si rigonfiano le vene, come le setose vele
quando vengono ingravidate dal prorompente vento
che eiacula vorticoso le sue tortuose piene
e fustigandosi con le correnti, colora l'onta di violaceo tramonto.
Frutto maturo e insolente che si sbuccia e poi si riveste
a perno assorbe i corpi mentre si sciolgono tra i cotoni,
artigli morbidi graffiano i muri, senza porte e senza finestre
che rinchiudono gli acuti gemiti nelle sublimi lor dimensioni.
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