Speranza
Gli avevi dato un nome
a quel sentimento vivo
a quella sofferenza
che non sai lasciare indietro
gli avevi dato un nome
alle tue angosce
alle tue pene
ai tuoi sorrisi
a quello sguardo
sempre rivolto in alto
come a cercare aiuto
da ciò che pensi ci sia
lassù dietro a quel cielo
una preghiera
per i TUOI bambini
abbandonati e soli
in quella terra di nessuno
tra guerre
fame
e disperazione
gli avevi dato un nome
che significava amore
ma neanche il cielo ti ha ascoltato
figurarsi l’ipocrisia del mondo
troppo impegnato
a misurar se stesso
a cercare il potere ad ogni costo
ecco
oggi mi arrendo
proverò con le mie mani nude
con quel poco
che il mio cuore stanco
ancora saprà fare
non cercherò più la carità dei sordi
vivrò finche avrò vita
senza poter lasciare niente ai MIEI bambini
solo l’attesa
affinche un giorno
possan conoscere una parola nuova
SPERANZA
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L'autore
Turan
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