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Cronaca 10 novembre 2011 · lettura 4 min · 2839 letture

Désespoir

Jeannine Gérard 492 poesie pubblicate
+ Segui
Je n’ose pas relever les yeux vers l’ Être Suprême. Que fait- il alors que le soleil se voile de noir et vêtu de deuil, le ciel manifeste sa douleur pleurant à chaudes larmes? Les fleuves débordent de décombres. Ils envahissent les rues et les maisons même. Les montagnes dévalent à pic. J’entends le bruit et l'écho. Arbres morts couchés comme le jour sous le poids des heures précipitent portant derrière eux tout ce qu’ils rencontrent. La mort proche... la mort! La nature expire, perd ses couleurs, tout se cache de peur. Il se peint à mes yeux ce qui se passe au fond de l’âme des malheureux qui ont tout perdu et mon imagination fait sentir et voir la douleur qui teinte leur visage. C’est Satan maintenant qui remue les fils et jette dans l’abîme tout ce qu’il croise. Ô, Mon Dieu, où es- tu? Regarde les yeux transpirants de pleurs et limon de ces mortels dont le cœur désespère. Ils ont perdu l’éclair de ta face divine... Ils se croient à l’enfer. Mon Dieu qu’espèrent- ils si même le plus vivant des vivants, est mort dans l’âme? Ils ont perdu la foi. Ils se laissent aller au désespoir. Ils pleurent leurs chers et leurs avoirs. Les vautours aux aguets crapules sans scrupule, ont faim de leur misère et vont se rassasier dans les décombres de leurs demeures. Les maudits, ils se nourrissent de leur même vermine et les malheureux, se demandent... « pourquoi mon Dieu nous abandonnes- tu? ». Le doute s’est levé! « Existes- tu, ou n'es- tu qu’une légende?». Le soleil se noie sans que personne ne le remarque. L’air exhale des cris déchirants et des plaintes furtives. Ô, désespoir! Où es- tu mon Dieu alors que tout meurt? . - - - - - - - - - - - - - - - . Disperazione! . Non oso alzar gli occhi all’Essere Supremo. Cosa fa quando il sol si tinge di nero e vestito di lutto il cielo svela il suo dolore piangendo a calde lacrime? I fiumi straripano macerie, invadono vie e case. Le montagne precipitano a picco. Ne sento il tonfo e l'eco. Gli alberi morti, coricati come il giorno al peso delle ore, digradano a valle trascinando ogni cosa. E' la morte vicino... la morte! La natura spira, perde i suoi colori. Tutto si nasconde per paura. Ai miei occhi appare l'infelicità di chi ha perso tutto e l'immaginazione mi fa sentire e vedere la sofferenza di quei volti. È Satana adesso che manovra i fili ingoiando ogni cosa... Oh, mio Dio, dove sei? Guarda gli occhi madidi di lacrime e limo di questi mortali dal cuore che dispera. Hanno perso la luce del conforto divino... Si ritengono all'inferno. Mio Dio cosa sperano, se anche il più vivo dei vivi è morto nell'anima? Hanno perduto la fede. Si rilasciano alla disperazione. Piangono i loro cari, i loro averi. Infami senza vergogna azzannano la loro miseria, saziandosi fra le rovine delle loro dimore... Gli sciacalli si crogiolano nella propria abiezione e gli infelici si chiedono “ perché, o Dio, ci abbandoni?”. Il dubbio è sorto... “ Esisti, o non sei che una leggenda?”. E il sole annega senza che lo si noti. L’aria esala grida strazianti e lamenti furtivi. Oh, disperazione! Dove sei mio Dio, allorché tutto muore?
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Genova... La rabbia è comprensibile, soprattutto quando c’e’ tanto dolore.

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Jeannine Gérard
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Commenti (2)

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Claudio Toccafondi10 novembre 2011

Poesia bellissima per forma e contenutli profondi. L'interrogativo che si pone l'Autrice è infinito e insondabile ed ha torturato l'animo umano da sempre "...state contente, umane genti, al quia/ che se potuto aveste veder tutto/ mestier non era parturir Maria..."

Antonio Filippelli2 dicembre 2011

Non so dove fosse Dio... so soltanto che ci lasciò decider tutto su questa terra, dopo averci creato... anche costruir ove non si poteva, trascurar gli argini dei fiumi, disboscare senza criterio. E la natura si riprende i propri spazi, quelli che non si dovevano violare! Dio penso ci sia... e dispiaciuto muove il capo in un triste dissenso. Cosa può fare dinanzi a questi uomini che creò, ma che stupidamente s'elessero a olimpici dei? Credo che il libero arbitrio donatoci stia distruggendo il mondo (le bombe d'acqua che han causato tutto sono il prodotto inevitabile dell'effetto serra, colpa nostra!)... Quindi credo che la domanda esatta sia: Dove sei uomo? Quello ch'Iddio pensò buono? e che si fece Satana? Belli i versi comunque...