Anima
Seduta,
il gradino di marmo
l’abbracciava.
L’anima guardava
il paesaggio scolorito
dei giorni mai nati.
Lei guardava
e attendeva
mentre il vento
di cui era vestita
scopriva il mattino
ancora chino
sulla notte.
Un ultimo bacio,
arrivederci
che aveva il sapore
dell’addio.
Le mani
perse tra i capelli
quelle mani
nate per le carezze
scavavano nella terra
dei rimpianti
e rievocavano
le macerie
dei giorni andati.
E gli occhi
guardavano i cristalli,
giochi di luce
come cocci di sogni
immolati all’aurora.
©
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L'autore
Giomiri
Scrivendo lascio piccole tracce affinché io possa comprendermi e gli altri sappiano meglio interpretare i miei silenzi... Scrivere mi regala serenità, mi riconcilia con il mondo.
Commenti (5)
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Pino Penny25 novembre 2006
molto molto bella! mi è piaciuto leggerla. arrivi a te.pino
G
Gianpaolo25 novembre 2006
Hai dipinto con i tuoi versi la malinconia di un'anima. Molto sentita. Gianpaolo
R
Raffaella Picotti26 novembre 2006
gio, e l'immagine incarnata di un anima, spettatrice del proprio dolore... molto bella raffa
M
Mariasilvia26 novembre 2006
. Come una pianta che ama la sua terra, quando la si scopre, la si coltiva ee essa si sviluppa in armonia. Bellissimi versi.
Lauretta4827 novembre 2006
Sto leggendo le tue poesie e ancora dentro il tema dell'anima, trovo questi versi bellissimi.


