Ode alla mia città
Rocco Pulitanò
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Fiori ...
non più freschi nel mio balcone.
Dalle alture di questa collina,
benché di tutti i giorni sia uguale il panorama,
l’eco dei ricordi non risparmia alla mia memoria
nostalgici momenti e schiamazzi di bambini.
Strade sempre uguali e tetti rinnovati
di variopinti colori.
Gli occhi ancora acerbi di ragazzo,
fissando le sponde di Scilla e Cariddi,
si abbandonano al sogno,
al desiderio di varcare quel confine.
Quello specchio d’acqua
che s’interpone tra sogno e realtà,
è oggi un arido deserto
e lotte ancora accese profumano d’irrisolto.
Mentre mi allontano negandoti il saluto
in silenzio io ti osservo,
fin dove trova spazio l’occhio,
fin dove arriva il cuore.
Un ultimo sguardo ai miei Peloritani
e mi convinco, con dolente rassegnazione,
che standoti lontano risalta il tuo splendore.
©
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L'autore
Rocco Pulitanò
Scrivere è forse il solo momento di conciliazione che riesco a concedermi quando il dolore inquina i miei sogni. Mi aiuta ad essere meno ipocrita con me stesso, se mi illudo che la sofferenza sia solo un temporaneo appannaggio della felicità. Io che ho creduto d’ingannare il tempo, di rendere le distanze solo lunghe pa
Commenti (1)
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Donatella Pezzino15 novembre 2011
Splendido e commosso omaggio ad una terra generosa e bellissima, forte il vincolo d'amore che percorre i versi come un brivido... complimenti

