Solitario
Saverio Chiti
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Solitario fu il mio cammino…
nell’andare solito, non percepivo
né presenza, né essenza di te,
il niente e il nulla, avevo vicino.
Era come sapersi soli
abbandonati al proprio io,
senza traccia alcuna, privo del calore
della mia fulgida luna.
V’è solo il freddo, che mi penetra a fondo
ancora a farmi compagnia,
incidendo la carne sino alle ossa.
Ben poca cosa ancora ho…
e lo nascondo nella fossa,
del mio futuro domani.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
Commenti (2)
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Sara Acireale18 novembre 2011
Una bella e profonda poesia introspettiva, versi incisivi che penetrano nell'anima. I versi di questo poeta sono causa di riflessione, interrogazione su se stesso, ricerca di un senso impossibile delle cose...
K
Kegyelem18 novembre 2011
Lirica letta con intenso piacere che trasmette tristezza e malinconia. Quando il freddo penetra nelle ossa... dobbiamo trovare una lama di luce che ci scaldi e ci illumini... Molto apprezzata

