Settembre
Rocco Pulitanò
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… intona nuova melodia
su vetri tirati a lucido.
Calde le sue promesse, scivolano
su stille di gocce di rugiada
portando via il ricordo di un amore,
tra le onde di questo mare concepito
e questo sole ancor più pallido,
calore più non da.
E trascino a forza l'emozione
nel rimorso delle sue ipocrisie,
incurante del pensiero
che ad amarti son io da solo.
Settembre ... porta via gocce di fatica
e fiumi di parole come onde
s'inseguono su, fino allo scoglio
che ci riparò dall'affanno
e s'infrangono in mille pensieri
lasciando il mio dolore
umido, nella solitudine della sabbia.
Il cielo annuncia l'arrivo delle piogge
e con esse le abitudini;
corsi d'acqua
scorrono lungo questa valle
e quando il sole avrà esaurito
anche l'ultimo dei raggi,
la sua nave nel suono dell'addio
la condurrà alla sua terra.
Infelice il pianto,
sui vetri perle di rugiada e
la mia mente malinconica
mormora compita;
mentre il tempo è indifferente ...
io lambisco la sua scia.
©
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L'autore
Rocco Pulitanò
Scrivere è forse il solo momento di conciliazione che riesco a concedermi quando il dolore inquina i miei sogni. Mi aiuta ad essere meno ipocrita con me stesso, se mi illudo che la sofferenza sia solo un temporaneo appannaggio della felicità. Io che ho creduto d’ingannare il tempo, di rendere le distanze solo lunghe pa
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