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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Emanuele Saccardo Figlio Di Cl
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Uomini 22 novembre 2011 · lettura 2 min · 1500 letture

Tibaldiventisei

Emanuele Saccardo Figlio Di Cl 195 poesie pubblicate
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Le dita sfregano il cemento Nervosamente Quasi a voler cercare un via di fuga Attraverso questo muro, quasi volessero scappar via soltanto loro lasciando lì tutto il resto. La schiena offerta all’inevitabile Dignitosamente Come a voler sottolineare la codardia Di questi fratelli con il fucile, che san tirare il colpo solo senza guardarti in faccia perché nella parola guerra non c’è niente di civile punto e basta. È dura Sentirmi tremare, dentro e fuori Anche se sono nel giusto, è difficile sentirli obbedire, senza obiezioni loro, che si credono nel giusto. La memoria intanto va Lei che può, velocemente Quasi a volersi salvare Attraverso un tempo Rimasto impigliato Tra le spighe di un campo A far l’amore con la mia Nanda. Il pensiero adesso torna Violentemente A questo muro già violato dal piombo, dove nessuno mi chiama Albuni perché non c’è più tenerezza un momento prima di dare indietro tutto il mio mondo, punto e basta. È dura Sentir piangere e pregare Questi altri tre al mio fianco, è difficile per me credere che Dio stia di spalle come noi, perché troppo stanco per restare a guardare.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Questo scritto nasce dall'esigenza di dare nuova voce ai condannati a morte della Resistenza italiana (rif. Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana - Einaudi). La poesia è la prima di un progetto appena nato.

L'autore
Emanuele Saccardo Figlio Di Cl

Marcel Proust ha detto: "L'unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi ma nell'avere occhi nuovi". Ecco, ciò che ho di fronte allo sguardo è uguale a ieri, ma non è più come ieri; spero di non dimenticarlo mai più.

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