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Cronaca 26 novembre 2011 · lettura 2 min · 3879 letture

Vagheggiando Agamiun

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Moreno Tonioni 262 poesie pubblicate
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Accovacciato ai margini del ricetto odo tacitiane barde pietre sussurrare gesta di feraci uomini di terra che carchi della ghibellina certame nell’egidia delle agamine mura ersero il drudo delle loro complessioni Seduto dov’erano l’antiche mura all’acciottolato nato dal flottare della Sesia osservo l’orma della farragine dell’uomo e dell’armento opinando i profluvi e gli olezzi di quell’aderente convivere Nell’alonato del vagheggiamento figuro la celtica genia forgiata dalla pervicacia dell’incudine e dall’ubertosità della vanga prima asservita al ferro monferrino poi testimone della meneghina belligeranza Delle neglette lise bugne rimiro il compasso del limitare e della luce impreziositi da eleganti formelle in cotto e rinserrati da sagaci chiavistelli in tigliosi scabri lignei Osservando del ricetto il foro mercatale vagheggio deschi ingemmati da risa e rinnovellati ludi di rubicondi vini, d’aduste carni e abbrustolite castagne dello sprizzare l’abboccato mosto nel dimenarsi di scalze fanciulle in annosi tini Chiosando del Gaio Plinio il tomo sorseggio dal gotto l’antica spionia e ispirando l’aulenza della viola e la fragranza della liquirizia m’affido al vagheggiamento serotino nel secolare incanto dell’Agamino
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Questo mio elaborato ha partecipato alla II° edizione del premio “I cento castelli”. Narrativa, Saggistica/Reportage giornalistico, Poesia. Presidente della giuria Lorenzo del Boca. Il tema da trattare era la raffigurazione dei “Ricetti novaresi” nell’importanza storica sociale che ne hanno determinato la nascita. Il testo è quindi ricco di raffigurazioni del quotidiano vivere il ricetto e di importanti accadimenti storici. Per questa mia ho preso come riferimento il ricetto del comune di Ghemme, anticamente Agamiun o Agamino. L’opera a tergo è del Goya

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L'autore
Moreno Tonioni

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi

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Commenti (5)

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EnzoL26 novembre 2011

un opera che della stesura fa pregio, parole ricercate... frasi montate con una tale maestria che solo un vero autore poeta potrebbe... un opera di difficile interpretazione, ostica che va letta con attenzione più volte come merita... di certo un grande testo

carla vercelli26 novembre 2011

Come non leggere, apprezzare e commentare questa meraviglia dedicata a terre novaresi, terre di confine tra il Piemonte e la Lombardia, terre di storia contadina, testimoniata dai numerosi ricetti. Il linguaggio forbito del poeta ben si adatta a questo "vagheggiamento serotino" di momenti trascorsi di vita quotidiana che sembra di rivivere degustando il "Ghemme", vino portentoso, dell'omonima zona, dal sentore di liquirizia e dal profumo di viola.

Gaia22 Tiziana Porcelli26 novembre 2011

Difficile non rimanere coinvolti da un verseggiare sicuramente non usuale, che trasporta in un tempo per me sconosciuto ma che riesco a far mio, attraverso le parole dell'autore. Attraverso i suoi versi vaga il mio sguardo, ascolto e respiro una vita che seppur non vissuta riesco a percepire in modo quasi tangibile. Uno squarcio nel tempo tra mura e campi, nell'affaccendarsi quotidiano di uomini e donne. Letta con apprezzamento.

Stefania Stravato26 novembre 2011

Le parole possiedono il misterioso potere di creare quella dimensione che sa d'incanto e compiono un percorso attraverso gli invisibili canali che conducono alle vette del sublime nei mondi sconosciuti delle emozioni. Ma questo potere si manifesta solo quando le parole si flettono, si intrecciano, si modellano a delineare il profilo di ali che aprono il volo dell'anima. L'Autore ci propone un testo in cui, il proprio talento rende viva l'energia delle parole che in questo caso denotano suoni, rimembranze storiche, sensazioni, immagini, situazioni... ed è vero e intenso godimento, intraprendere il volo nel prodigio delle parole...

Annamaria Barone27 novembre 2011

mi regalo qualche minuto, seduta accanto all'autore su antiche pietre ancora calde del sole appena tramontato. C'è silenzio intorno, quel dolce silenzio che anticipa appena l'inizio della sera. Lo sguardo vaga tutt'intorno ed ogni luogo sul quale si appoggia racconta un pezzo di storia. Di battaglie cruente, di faide familiari, di lotta per il potere ma anche del duro lavoro dei campi e di quel bicchiere di meraviglioso vino rubino che fa bene al cuore. E' una poesia molto evocativa, di una bellezza languida che accompagna... grande prova d'autore. E' ora di alzarsi, si è fatto buio, grazie per questo racconto che assomiglia anche un po' ad un racconto epico da ascoltare ad occhi chiusi. Superbo.