L'aquilone che imparo' a volare

misere
due assi di legno
bramavan
come scalini
di salire il cielo
vestiva il vento
senza destinazione
un drappo di carta
dello spessor d'un velo
aliti diversi
ad ambire cieli tersi
sognar
rimanendo a terra
oppur solo vagare
gli occhi al mondo serra
fa la forza l'unione
angoli che combaciano
diventano mani
fiati all'unisono
si scoprono emozioni
e la vela dei giorni
oltrepassa l'oggi
per raggiungere il domani
nessun c'era una volta da ricordare
-ma un nuovo ci sara'-
...l'aquilone che imparo' a volare
©
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L'autore
Midesa
nato(sono maschio) nel golfo dei poeti (a la spezia) nel marzo 1966...nel 2009 come per incanto all'improvviso ho incontrato le parole e la voglia di mettere su carta sensazioni emozioni desideri a volte nascosti anche a me stesso
Commenti (3)
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Shelly Nicole Del Santo26 novembre 2011
Chissà dove andò quell'aquilone che imparò a volare! forse nei sogni di un nuovo giorno. Immagini molto belle che declamano con versi un sogno che solo nelle fiabe esiste. Poesia incantevole nata da un animo eternamente sognatore
C
Citarei Loretta Margherita26 novembre 2011
una notevole fiaba, molto mi ha colpito, complimenti, apprezzatissima
Cinzia Gargiulo27 novembre 2011
Tutti dovremmo imparare a volare come quell'aquilone e la vita ci apparirebbe più rosea perché i sogni e la fantasia ci donano positività. Ottima lirica.


