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Fiabe 26 novembre 2011 · lettura 1 min · 3586 letture

Oscurata

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Il pittore anneriva il pennello in un raptus di perdizione su tela L’attrito svegliò il vicinato qualche stella cadde dal cosmo e crepe rapirono l’aria Un’ubriachezza maligna s’era fatta padrona si cibò il vuoto, e spavaldo sparse la morte presunta Cadde il pittore, punto dal fuso dell’oscurità Il caos richiuse la porta e vi scrisse -regni per sempre oltre la soglia il secondo principio della termodinamica- Drappi di lutto sull’arte vegliarono
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(non sempre le ali ci portano dove vorremmo) e che non avvenga...

L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (2)

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Clara Gismondi26 novembre 2011

Nella fiaba la morte assurge a vita... Qui anche l'arte viene avviluppata e scompare nella stessa tela... In effetti... che non accada! Ben scritta!

B
Barba27 novembre 2011

Una scrittura mirabile, un analisi sensibile e spietata. Profonda, molto profonda questa Poesia, mi evoca ricordi su ricordi. La conservo per rara bellezza poetica.