Dicembre

Con il suo frastuono
fatto di slogan e luci
avanza imbellettato.
E’ il mese in cui il buio
si fa opprimente
il tempo divien assillante
portando l'anno a morte.
Mese d’ipocrisia
di feste e luci imposte
ostentazioni, fatte di niente
e una bontà tutta di forme.
Dentro introverse arie
si compra con regali
l’assenza di presenza.
Lustrini luci
frenesia ottundente,
asserviamo richiami
di condivisione assenti.
Triste come il falso
che si regala vero
dissimuliamo affetto
con frasi di convenienza.
Nasce il segno mio
che apre le porte a luce
e rinascita di vita.
Ci avviam silenti
sopra gelidi steli
ancora addormentati
incontro alla speranza
di far rinascere,
pure la mente.
©
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