Grappol cieco

Credimi
spezzo un istante
come pane e legna bruciata.
Vorrei smetterti
ma sei più forte di me
respirami non odiarmi.
Non capisco più nulla
confusione grata proferisco
non cedermi sul punto più morbido
la lana spigolosa
ci stringe ormai.
Il freddo dell’estate
e il caldo dell’inverno
li abbiam veduti
e ti sento nelle narici
ti sento in gola
ti aspetto con l’ennesima spinta,
e mi cruccio.
Aspetto frigida
secca di tatto
e ti guardo assorta.
Piccola posso giudicarmi
se parole a caso estrapolo
come grappol cieco.
La mia mano mi gonfia
e viziata ti cerca.
©
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