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Amicizia 28 novembre 2011 · lettura 1 min · 2773 letture

Lui non poteva sapere

Stefano Drakul Canepa 4642 poesie pubblicate
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Poche carezze potevano morire quella sera Lui non poteva sapere delle tue tue sere vuote e delle lacrime, dei tanti giorni passati in gabbia a morire e maledire i confini del vento, a sentire la musica attraverso un vetro senza mai danzare. Lui non poteva vedere le tue palpebre socchiuse e ormai ferite dal buio dell'inganno, i passi vuoti ed i silenzi lasciati sbocciare per coprire i gesti, le tante strade senza mai giungere al tetro nulla. Tu restavi in attesa, forse in sollievo per i pochi baci rubati al barlume di un'oscurità in eterna fuga ed il mattino che ancora esitava in luce incerta. Lui non poteva arrivare dove tu non eri mai stata. Tu vibravi in germoglio, rosa nera colta nel sole dei primi giorni d'autunno, solo sfiorata dalle piogge che insistendo avevano diluito le gioie e le passioni. Dolci le speranze, profumi inattesi di un sospiro. Lui non poteva vivere nella tenebra dove tu morivi.
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Commenti (1)

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lucia curiale28 novembre 2011

Sensazione strana quella che mi assale dopo la lettura di simile componimento: di ansia, angoscia e smarrimento per la constatazione che a volte l'uomo, pur avvertendo la maestosità di un sentimento, lo lascia morire per timore d'esser troppo coinvolto. Ovviamente è una lettura puramente personale. Grande scritto che suscita tante riflessioni. Complimenti.