La porta e le sue facce
Lascio correre
le dita sulla porta,
percorrendo con la mente
strade disegnate
da ragnatele di ricordi,
mentre tu adesso
invochi un altro nome
tra le lenzuola
che furono nostre.
La porta aperta,
guardi il mondo
da quell'uscio maledetto,
priva del giogo
dell'amore tiranno.
Questo varco estraneo
non lascia più fuggire
nè pianti né risa.
E pure il cielo,
sembra suggerirmi
che non sentirò più
questo legno
piangere e subire
la tua rabbia.
©
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L'autore
Narade
Nato in provincia di Napoli nel 1990, ho iniziato a "scrivere" da quando avevo circa 12-13 anni. Nonostante la mia giovane età, appena venti anni, mi ritengo abbastanza maturo da trattare una grande varietà di tematiche, anche grazie a esperienze di vita che mi hanno aiutato a crescere e maturare. La poesia, nonost
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