Monologo in tre frammenti
Lunabionda Valentina Di Caro
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1) Ti penso ancora
Sempre la notte
il freddo è più intenso
ed il buio più nero
Mi chiedo ancora coma mai
dopo tutto
io ancora ti vedo
come ombra cinese e riverbero
un lumino che attende una prece
un neo intrigante e maligno
un ghigno su labbra di sposa
Sei lì ferma a guardarmi nel letto
a mentire anche alla luna
sfacciata come una bambina
donna come una puttana
2) Ma chi sei davvero? E cosa siamo stati?
T'ho sfaccettata come la luce del giorno
contemplata come stella notturna
t'ho goduta e respirata
maledetta poi... e perdonata
Ma tu chi sei? Chi ho amato?
E perché poi mi sono svegliato?
Doveva essere così, così...
Ma poi per chi? Per me?
Non mi bastava dunque ciò che non avevo?
Dovevo averlo per poi doverlo dare indietro?
Come potremmo essere diversi
se non so neppur io cosa siamo stati?
3) La terapia
Ti dono il segno d'una croce
che adesso porterò da solo
ma arriverà il domani
e trovato il tempio, ci inginocchieremo
Le verità verranno a benedire
i nostri capi
e ci battezzeran sopravvissuti
Figlia di madre e madre di figlia
da grembo a grembo
da uomo a padre mi condurrai
lacrime confuse di gioia e di sale
nei litigi e nei progetti
nelle accuse e nel perdono
saremo terapia di coppia
io per la donna e tu per l'uomo
©
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