La conoscenza?
Nel turgore della tua anima
di ricordi disegnati
il peso grava
e nel delirio delle ore
tra nebbiose ragioni
e contorti cavilli
rade restano le tue idee
sfoltite sul tableau
chiamato vita.
E la conoscenza?
Puoi dirmi qualcosa di essa?
È solo orpello
dipinto di grigio
tendente al nero.
Non si vestirà mai di verde
ché più essa è grande
più avrai coscienza
e maggiori saranno i dubbi.
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Commenti (2)
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Elena Poldan6 dicembre 2011
Che grande verità contiene questo testo...! Oltretutto porta in modo suadente... sembra di sentirla quella voce profonda che tuona da dentro... il lucido intelletto... Ottimo!
carla vercelli7 dicembre 2011
Mi permetto di dissentire dal contenuto espresso in modo elegante e con la consueta maestria dal poeta, perché non si spiegherebbe altrimenti come certi scienziati atei si siano convertiti e d'altronde l'intelletto è considerato dalla teologia cattolica uno dei doni che dischiude alla conoscenza delle verità soprannaturali, alla Fede, quindi, che non ammette dubbi... Sempre spunti di riflessioni interessanti dai testi dello stimatissimo poeta.


