Estasi
Amarti
come fosse ancora
l’audacia del primo attimo
il sapore inghiottito
rubato a un brivido che si rinnova
come il mio alito disperso
che ti riga le gambe
e il loro dischiudersi al mio viso
alla mia bocca
affamata di sensi
il tuo volermi dentro
a riempire
il fondo del tuo ventre ubriaco
in quel solco
scavato
nella tua carne tremula
e poi
poi sarò acqua
delle tue labbra
disseterò i contorni
godendo
del sacro rito del tormento
di due corpi avvinti
profusi in oltraggi veraci
ad appagar di vizio
quel desiderio di fusione
nell’impaziente delirio
dei tessuti invasati di lussuria
fino a sentirsi
un'unica essenza in equilibrio
ascoltar dell’amore il suono
e gioire del rumore suo più bello
©
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L'autore
Turan
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