Metriotès
Serena Dandy Tiano
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Cento morti
e ancora mille,
lugubri rifugi
dalla tetra realtà.
Maschere senza nome
né lineamenti,
accompagnano nelle più remote
prigionie dell'anima.
Grida strozzate in gola
da lacrime
e un lontano canto le quieta
come la nenia di un avo
nella innocente fanciullezza.
La forza di distruggere ogni cosa
manca in codesta folle danza malata.
Ossa rotte,
muscoli torpidi,
occhi congelati,
labbra violate
da baci sperperati in ogni dove.
GRIDASTI AL MONDO
QUELL'UNICITÀ.
Che sia la morte allora
spunto di riflessione
senza proferire più parola
a carne viva.
MA UNA FREDDA LAPIDE
SI FARÀ COMPAGNA
DI SENSI DI COLPA E PIANTI.
©
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Serena Dandy Tiano
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