Quel camminare scalzo
Tu che sei informità
povero ed imberbe illuso
che ne sai
di quel camminare scalzo
tra cardi e baciapiedi,
tra ginestre ed oleandri,
tra aromi d’origano e di mentuccia
ch’alle efflorescenze
del cappero spontaneo
e della nepitella s’uniscono…
che ne sai?
Mi manca
quel camminare scalzo
come il sole al giorno
quando gli orizzonti
la nebbia oscura…
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Commenti (2)
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Antonella Scamarda11 dicembre 2011
"La nostalgia è come il mare d’inverno. Non puoi immergerti in esso, perché le sue acque, gelide, rischiano di assiderarti. Ma, se ti siedi sulla spiaggia ad ammirarlo, ti regala uno spettacolo unico. I timidi bagliori di sole che lo fanno brillare." E' tale l'enfasi di questi meravigliosi versi, che si avverte sin nel profondo la mancanza di qualcosa che aveva un significato ed un valore immenso per l'Autore... la trovo bellissima.
Marina Pacifici11 dicembre 2011
Dolce e malinconico l'incedere dei ricordi del Poeta in nostalgico elegiaco canto, nell'abbraccio della Natura quando l'infanzia pareva un sogno senza fine e "camminava scalzo" sui radiosi sentieri della fanciullezza.


