Amore
5 dicembre 2006
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Rotta verso il cuore (Dell'idiozia dentro, a volte)
Distrarsi dalla minestra calda
pensando alle mosche
che superflue morbide
galleggiano dentro
è come distrarsi da se stessi
per vedere cose inutili
pensare per un attimo
che tuo padre ti potrebbe uccidere
o che un incidente per strada per colpa di qualcuno
potrebbe rendere il tuo volto non riconoscibile
sarebbe come dimenticare chi siamo
dove siamo diretti veramente
e quante cose inventiamo per non andare.
Questo fumo nell'aria
potrebbe entrare nei polmoni
ed essere dannoso e farmi tossire così
più che entrare in ospedale
fra vasche di gente urlante diabetica
con il volto coperto di zucchero.
Entrare in casa, nel letto, nei propri sogni
e scoprirsi avvelenati da medicine
di cui non potrò più fare a meno
rendersi conto della tossicità umana
e dell'idiozia dentro, a volte,
che può portare un gesto...
l'ingestione dell'idrossido di potassio
è seguito da dolori acuti, vomito,
diarrea e collasso.
Il vomito contiene sangue e desquamazioni
del rivestimento mucotico.
Se la morte non sopraggiunge
nelle prime 24 ore,
il paziente potrebbe migliorare
per 2-4 giorni per avere,
in seguito,
un inizio improvviso
di dolori addominali acuti,
forte rigidita' addominale
e una rapida caduta
della pressione sanguigna
indicando una sopraggiunta
perforazione gastrica o dell'esofago.
Un restringimento dell'esofago
si può verificare anche dopo settimane,
mesi o addirittura dopo anni,
determinando difficoltà nella deglutizione.
C'è il rischio di carcinoma nell'età avanzata.
L'ingestione del Polonio
danneggia il Dna umano arrivando
addirittura a frammentarlo
il che vuol dire
che il comando cellulare
che regola il nostro corpo
viene messo fuori uso,
e la divisione cellulare
viene bloccata.
Dell'idiozia dentro, a volte,
che può portare un gesto
come amare nel profondo.
A me piace pensare di tanto in tanto
che sono seduto lungo il tracciato di alcune rotte
inchiostrate su una vecchia mappa ingiallita
da un pirata dei caraibi zoppo, guercio e fiero
come le onde stesse alte e spumeggianti
che guidano quei viaggi sulla carta
linee che curvano piano e si abbracciano
per poi dividersi, fare un giro in tondo
e tornare ad incrociarsi, casualmente
sul viso sulle guance dietro le orecchie
ed infine sulla punta del naso.
si tengono strette lì
si fanno coraggio a pacche sulla spalla
perchè si dovranno buttare di sotto
dentro il crepaccio,
attraverso le labbra,
dirette verso il cuore.
Guardandole da qui sotto
nascosto fra le ciglia
le vedo insieme tremolanti e felici
mi viene da sorridere mentre
finisco di disegnare.
Ti stò disegnando negli occhi
con dei fili di nervo
qualcosa che non ti farà
mai più pensare
che la nostra caravella sia così fragile
ma che sia possente e calma
come la mano di un gigante
sulle gote del Sole..
e che il suo viaggio
è la tragedia più tremenda e meravigliosa
che potevamo attendere.
Poi le raggiungo quelle rotte, certo,
mi ci incammino, al passo,
con tutto il tempo che posso
arrivo sulla punta di corsa
tuffandomi nel rosso
trattenendo il respiro.
Prendo l'ultimo raggio di luce
come una liana e scendo
posandomi sul fondo.
Mi addormento nella tua bocca
e tu, la chiudi sottovoce
per tenermi al caldo
ed è li che sento di amarti
quando è tardi ormai
per avere paura.
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