My candle
Lunabionda Valentina Di Caro
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vorrei che il sangue di questo mare
sporcasse le loro sterili tovaglie di Natale...
che le loro lingue serpeggiassero come sciarpe reciclate
a mo di draghi al collo in posa... sì da sputar sentenze di pacchi colorati
ciondolanti come luridi panni stesi
lavati in case addobbate da balle dorate
rumor di stagnola per congelar i resti... delle false attese...
vetri appannati e non da sospiri...
cene consumate, come perduti amori...
candelabri a morte e il sentore di onde corte... fra te e me...
perdersi nella stessa stanza... mai così grande per potersi isolare
perché bisogna far sempre finta di fare l'amore…con tutti...
un prossimo che è ormai un futuro ipotetico
e l'onta di quel ricordo che ancora ti rammenta
che ...a tutto questo una volta credevi davvero…
mentre il bambino intona, la vecchia stona, il nonno fuma
sforna il tacchino la madre, pulisce le lenti il padre...
ed io che non son più una bambina...
vorrei che almeno quest'anno la farsa finisse prima
...prima... prima... di me
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