L'insicuro

Avevo quel
fiore fra le mani e lo
guardavo, non l’ho trattato
con quella vastità
d’amore.
Non bastarono
le misure del corpo che
erano sublimi, e la poca
luce che vedevo nel
suo cuore.
Insicuro non
capì: volò la notte e
non denudai il mio corpo,
freddo e timoroso in quel
bicchiere di rum che
era di troppo.
L’energia del
pensare scivolò quella
notte, la sbornia prese
piede e si fermò…quando
le mie ossa si sono
rotte.
Sprigionò luce
e ricordi che stritolò la
mente, sono incatenato e
assopito da timori come
un perdente.
Colmo è il cuore
come quel bicchiere di
troppo, di ansie e delusioni
che non hanno trovato
sbocco.
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Commenti (1)
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Colomba18 dicembre 2011
Questa poesia, piena di dubbi e di incertezze, vuole essere quasi un esame di coscienza, ricordi di quel fiore, che forse non ha amato abbastanza, a causa del suo comportamento, sento un rimorso nel poeta, errare humanus est!