Meditazione
Nel novero degli anni che ci è dato
di vivere ora appare,
imprevista di solito, una cifra
per ognuno diversa, che segnala –
al concetto di alcuni – quell’inizio
della stagione saggia,
e ch’altri invece intende come termine
del proficuo pensare,
per esser connotata dal costante
divagare da problemi perturbanti,
profondi abitatori del pelago silente
ch’è nostra mente, che si accorge solo
del divenire ottuso, in tutto scisso
dal meditare azioni;
lì invece possono essere coerenti
pensieri attesi al fine che supera i quesiti
umani, onde questo, ch’è scopo della vita,
sia attinto sino al quel trasumanare
pur ancora vivendo ch’è sognato.
E chi può dire
se l’attesa serafica impassibile
o la cerca cherubica fervente
non s’integri in siddetti atteggiamenti
o che o cosa o dove sia ragione
del deligere l’uno oppure l’altro,
ovvero se nel tutto – o in una parte –
sia germinato un seme di follia?
E se questa poi fosse tuttavia
segno che il meditare ha rivelato
o misteri o segreti di tal forza.
di meraviglia stuporosa ovvero
di sconvolgente orrore donde scempia
di facoltà la mente diventasse?
State contenti, umana gente, al quia...
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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