Il verbo delle lacrime

Fluido di parole
l'ostello nel cervello.
Tanti significati
troppa la mole.
Anima nella meccanica
solitarie parole,
caselle dell'etica
negli ingranaggi.
Riaffiorano
inconsci passaggi.
La frusta
di tali raggi:
reminiscenze
di quei viaggi.
Lacrime peregrine
non siete assassine,
lavate lo sporco
che mi rende morto.
©
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L'autore
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Sono un ragazzo abruzzese che studia Legge, mi diletto nello scrivere poesie e racconti. Ogni tanto metto in versi ciò che penso, credo che la poesia sia una modalità raffinata di comunicazione e di analisi, mai dev'essere arma di autocompatimento. Non serve necessariamente un cuore spezzato per creare una poesia. Sp
Commenti (3)
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Rita Stanzione19 dicembre 2011
Poesia che conferma l'originalità dell'autore. Concetti profondi espressi con forma e lessico che apprezzo molto. Notevole opera.
Emanuele Martina20 dicembre 2011
originale, bella e coinvolgente, uno scrivere ricercato, molto piaciuta, complimenti
B
Barba22 dicembre 2011
Veramente originale. Una dinamica di concetti legati ad immagini in continuo snodarsi; apre riflessioni ed è molto densa. Sì la fragilità,può essere una forza, deve esserlo!

