Appena oltre
Guardo i giorni passare
li vedo simili
alle oche nello stagno,
si lasciano andare leggeri
su di un precario
tappeto inesistente.
Mi aggrappo
alle luci del cielo
che sono più precarie
e costruisco castelli
che scendono
appena giro lo sguardo.
Mi siedo sul vento
nulla mi trattiene
libero un verso
sono sempre uomo
chissà se spiriti mi seguono,
spiriti cercati da Dio
perché persi nel vuoto.
Una voce mi chiama
la terra che trasforma
non mi lascia andare oltre.
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
Commenti (1)
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perlanera20 dicembre 2011
e tutto svanisce in un niente, nell'arco di neanche un istante, lasciando soltanto una nebbia di voci distanti... e una gabbia.
