Troppi
Troppi 'avrei voluto'
s'affollano
spingendo dolorosamente
le costole smagrite
dal desiderio
Mi pungono
e gocce vermiglie
discendono come pure lacrime
d'atroce rimpianto
Avrei voluto, tesoro
che tu mi aggiungessi
ai diaspri e all'ambre
racchiuse nel Segreto
avrei anelato, amore
che tu avessi rimirato
-in me- il candore di un sentimento inesprimibile...
mi struggo, adesso
t'urlarti, ancora
e forse sempre
che per te vi era Mistero
fatto carne
come un umile Natale
dove non osasse il divino
ma solo il buio umano
©
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