Nella più dimenticata parte

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Ricordi come lame a squarciare ogni tentativo di nuovi cieli, e quell'uncino che non permette di raggiungere l'aria. Un veleno dell'anima, che però è anche una forte componente della tua profonda poesia. La chiusa mi fa tornare alla mente un verso di De Andrè,in una delle sue tante canzoni che adoro "Oceano". "è troppo tempo che guardo, il sole mi ha fatto male".
ci sono fatti, accadimenti che marchiano in eterno le anime. sono tatuaggi indelebili che diventano tuttuno cona propria indole... il pensiero di provare a separarsene è pressoché impossibile... sarebbe come cercare di scomporre un atomo dai suoi protoni ... vero è che questo continuo ritornare indietro o non raggiungere stati d'animo diversi è estenuante... forse sarebbe il caso di restare dove si è... in questa riva per quanto sporca o fredda e magari trasformare lì dove siamo... non cercare altrove... forse un testo che sprofonda nell'intimità lì dove siamo più nudi e disarmati, veri... sempre bellissimo il tuo modo di scrivere che tanto (aiutami a dire tanto) ammiro ed apprezzo sicuramene un testo sincero, che dona... da consigliare
