Precario
sulla scogliera bruna
misero corpo al sole
biancheggia strapazzato
e capovolto al cielo
aperto fissa gli occhi
l'indefinita misura
profondità del non
essere precario
più alla vita
nel senso nel non essere
ancorati più
d'una deriva si consuma
il capriccio o dei venti
in immensità mobili
e penetrabili traspare
la grazia di visione
celeste o bruna
della scogliera
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
Commenti (2)
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carla composto23 dicembre 2011
complimenti al poeta con queste intense e sentite riflessioni " l'indefinita misura profondità del non essere precario più alla vita"...
Rita Stanzione29 dicembre 2011
Il senso d'indefinito che spazia tra efficaci immagini. Poesia apprezzatissima.

