Autopsia d'autunno
Altro non troverete
celato nel mio petto,
che una sorte sprecata
fra bianche e nude
ossa ammuffite,
il vento freddo
d'un giorno d'inverno,
spento e rigido
come pesce intrappolato
nella rete dei polmoni .
Ancor vi perderete
nel labirinto delle viscere,
in cerca di un eden,
di una valle incantata
o dell'albero delle mele
e risalendo le arterie
contro lo scorrer del sangue,
infine delusi giungerete,
di nulla aver trovato,
alla sorgente del cuore .
Fine naturale penserete,
dopo aver gettato
come una carcassa,
l'inutile resto
del il mio animo smembrato.
Fine naturale direte,
come se naturale fosse
morire e dimenticare
accesa la luce
il desiderio e l'ardore.
Fine naturale scriverete,
come se naturale fosse
lasciarsi nel sogno
e svegliarsi nell'addio.
Fine naturale .
Fine naturale .
Fine naturale .
Ma il petto era il mio,
miei i polmoni,
mie le ossa,
mio il sangue,
mio l'animo,
miei i sogni,
e mio il cuore
che invano ha sputato
forte
la vita nelle vene .
Maledetti voi,
la vostra essenza
e il capriccio inutile
di scoprir l'amore
nel mese delle piogge.
©
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