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Riflessioni 21 dicembre 2011 · lettura 1 min · 3184 letture

Fragili anime

Rita Cottone 949 poesie pubblicate
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Corridoi lunghi freddi viali di ghiaccio, dove la vita si ferma negli occhi di chi aspetta, di chi desidera, di chi prega. Un sogno, un desiderio tra i rami finti una cura, un miracolo è l'illusione in candele fioche accese di speranza che diffondono l’odore del muschio nell’aria acre si perde. Sono soli, fragili ed impauriti nell’anima, malati, cercano intorno un sorriso, una carezza, un abbraccio, un bacio, invano! E nella notte le luci si spengono su quelle insignificanti barelle ombre parlano, piangono nei rumori tremanti della sofferenza ed attendono un nuovo giorno, un briciolo di attimo da vivere sospirando ancora.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

...per chi "vive" negli ospedali in questo periodo e non ha un sorriso da condividere...

L'autore
Rita Cottone

Chi sono?...sono Rita segno zodiacale Capricorno nata il 23 dicembre 1964 (annata magnifica!!!) Insegno in un Liceo Scientifico, Scienze Motorie, non mi definisco una poetessa, ma una donna che ama scrivere dell’amore, della vita, delle emozioni che vive per trasmetterle agli altri . Una donna che ama il suo lavor

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Commenti (2)

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Angela Fragiacomo22 dicembre 2011

la verità, banale, è che quando si sta bene, ci si dimentica cosa significhi perdere la salute... e nell'oblio dello stolto, si cancella il ricordo della sofferenza e di tutti i buoni propositi di solidarietà, come se gli ospedali, i luoghi del dolore e della cura, fossero un mondo a parte, che non ci appartiene, non ci tocca... e loro sono là, anche ora, in questo istante, isolati nella lotta personale contro la malattia, come fossero umanità di scarto... fortunatamente questo è un aspetto, forse il predominante, ma ci salva ancora una buona parte di anonimi volontari e medici che amano il proprio mestiere... e le persone... lirica che non può lasciare indifferenti, molto sentita e condivisa

Annamaria Barone22 dicembre 2011

L'altra medaglia della vita, quella della malattia, della paura della morte, del dolore, ed anche il più forte degli uomini diventa fragile, tremante, dipendente, in balia di qualcosa di più grande di lui, che non sa e non riesce a gestire. E tra le corsie di un ospedale sono tante le vite, tante le storie, tante le piccole grandi tragedie, anche quelle intime e dolorose dell'abbandono. Una poesia toccante, di profona ed intensa commozione, per non dimenticare...