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Impressioni 22 dicembre 2011 · lettura 1 min · 2048 letture

Il cielo diverso

Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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è sempre il sapore antico della terra che si scuote e viene oltraggiata - come un manto felino il suo olezzo umido mi desta e per i geloni che immortalano le venature - e per un sole comunque in scena quest'oggi il cielo in apoteosi geme di inconsistenti carezze; il fragore di scintille - due forze congiunte, in armonia collerica il procreare tenere incredulità negli occhi: la neve incosciente e leggera un secondo manto di grazia - pelle nuova, prediletta Inizialmente l'adorai per il suo ossequioso garbo: ma il gelo che inizia bruciando s' infranse geloso accanto ai fossi col fragore del vetro; la natura fiorì là dove ero morto.
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Puglianello, nevischio e sole

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Alessandro Labriola
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Commenti (1)

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Giuseppe Boccanfuso25 agosto 2012

Una visione che rende questo cielo di vita, una vita fatta di rimorsi e rimpianti, fenomenale la chiusa "La natura fiorì la dove ero morto." Versi che scuotono l'apatia e lasciano riflessioni e che entrano in sintonia con il lettore, ul cielo diverso è il cielo della tua vena poetica sublime... INCANTATO.