Natale
UBRIACATO DA IDILLIACI EVENTI,
CIRCONDATO DA ETEREI SORRISI,
SUL CUORE DI UN UMILE PASTORE
IL BIMBO PIANGE.
TRA FRONDE DI STELLE CADENTI,
PROFUMI D’INCENSO E DI MIRRA,
RISPLENDE IL CANDORE,
L’ENIGMA INTERIORE,
L’IMPRONTA DEL VECCHIO CHE MUORE.
SORRIDE LA GENTE,
DI FESTA VESTITA,
ALLA VITA PIÙ VOLTE FERITA.
E’ NATALE IL GIORNO PIÙ BELLO …
FORSE NON SOLO PER ME
MA ANCHE PER IL BUE E L’ASINELLO.
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Commenti (1)
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Libera Mastropaolo22 dicembre 2011
Una gran bella poesia: il passaggio di versi dalla realtà gioiosa del Natale a quella triste del tempo che scorre e dell'imminente vecchiaia, rende l'idea di una lirica sottile ed elegante. Complimenti.