Noëls d'antan!
Jeannine Gérard
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+ Segui

Il semble que l’hiver
a haussé la voix.
Le froid
est devenu plus vif.
Grelottant,
le Vésuve s’est vêtu
de blanc.
Le jour est sombre
et livide.
Le vent,
sans trop de compliments,
me fouette durement.
Voici
que je frissonne.
Debout,
devant un magasin
de jouets
riche et étincelant
de lumières,
d’ivresse,
depuis longtemps,
j’y regarde à travers
et me prends à rêver.
Je vois
ce que je veux.
Pur délice!
Il semble d’être
dans un pays de fables,
une espèce de féérie
pleine de joie et charivari.
Chaque objet me pénètre
et répand sa couleur.
Ô rêveuse!
Un souvenir s’éveille
dans mon cœur
et m’enivre savamment
du parfum de tristesse.
En un instant,
je revis mes Noëls
d'antan.
"Mes enfants sont là,
je les vois!
Les yeux étonnés
et avides,
ils veulent traverser
la vitrine
et s'emparer
de toutes ces belles choses."
Je n’ai plus d’haleine!
O, ne pouvoir respirer
auprès de ceux que j’aime.
Ivre de larmes,
je me sens mourir
en ce tourment extrême
et ne pense à Dieu
que pour l'accuser
de m'avoir déshéritée
du bien le plus précieux,
« ma Famille.»
Qui sait si le Père Noël
existe encore
et s'il se souvient
de moi?
Je lui ai écrit
une longue lettre
et lui ai demandé,
comme unique présent,
que tous,
petits et grands,
vivent en harmonie
où tout soit familier
ainsi qu'ils ne puissent
jamais rien redouter.
Et pour moi?
Rien!
Personne
ne peut m’offrir
de plus beau cadeau
que celui
de me sentir aimée.
.
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.
Natali del tempo che fu!
.
Sembra che l'inverno
ha alzato la voce.
Il freddo
è diventato più vivo.
Intirizzito,
il Vesuvio si è vestito
di bianco.
Il giorno è tetro
e livido.
Il vento,
senza tanti complimenti,
mi frusta duramente.
Ecco,
rabbrividisco.
In piedi
davanti ad un negozio
di giocatoli
ricco e scintillante
di luci,
d’ebbrezza,
da molto tempo,
vi guardo attraverso
e mi vien da sognare.
Vedo
quel che voglio.
Pura delizia!
Sembra essere
in un paese di favole,
una specie di bengodi
pieno di gioia e frastuono.
Ogni oggetto mi penetra
e spande il suo colore.
Oh, sognatrice!
Un ricordo si sveglia
nel mio cuore
e m’inebria sapiente
del profumo di tristezza.
In un attimo,
rivivo i Natali
del tempo che fu.
"I miei bimbi sono qui,
li vedo!
Gli occhi stupiti
e avidi,
vogliono attraversare
la vetrina
e impadronirsi
di tutte quelle cose belle."
Non ho più alito!
O, non poter respirare
vicino a coloro che amo.
Ebbra di lacrime,
mi sento morire
in questo tormento estremo
e non penso a Dio
che per accusarlo
di avermi depredata
del bene più prezioso
“la mia Famiglia”.
Chi sa se Babbo Natale
esiste ancora
e se si ricorda
di me?
Gli ho scritto
una lunga lettera
e gli ho chiesto,
come unico presente,
che tutti,
grandi e piccini,
vivano in armonia
dove tutto sia familiare
così che non possano
mai nulla temere.
E per me?
Niente!
Nessuno
può offrimi
più bel regalo
che quello
di sentirmi amata.
©
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L'autore
Jeannine Gérard
Commenti (3)
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Silvia De Angelis23 dicembre 2011
Un bellissimo e delizioso poetare, intinto in sensibilissimi versi dell'anima, molto piacevoli alla lettura... Poesia apprezzata Graditissima l'immagine prescelta
P
Paolo Morganti23 dicembre 2011
nella nostra lingua non ha la stessa dolcezza e finezza che vi è nello scritto francese, e la poesia mi dona tanto calore tanta dolcezza tipica di quei momenti propri delle festività natalizie.
Antonio Guarracino17 dicembre 2013
Non sempre le feste di fine d'anno infondono gioia, spesso invece molta tristezza e malinconia ma proprio da questi stati d'animo può sorgere una poesia struggente, amara, ma estremamente bella.


