L'indifferenza assassina
estro non diede beltà
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Il riccio senza fretta,
si difende dai nemici mortali,
come palla perfetta,
piena di aculei, non letali.
La tartaruga, pure,
si ritira nel suo carapace,
per le piastre dure,
l'aggressore, la lascia in pace.
Tu, rigida ragazza,
quando cercavo di comunicarti,
la mia voglia pazza,
di carezzarti dolcemente e amarti,
volevi l'infinito,
che ti prendessi per tutta la vita,
diventassi marito,
per non essere, così, mai tradita.
Poi, hai pensato,
che t'avrei solo dato sofferenza,
hai così provato
a respingermi con l'indifferenza.
Non ero il nemico,
solo un soffio d'amore lanciato,
da un dolce amico,
per svegliarti il cuore ghiacciato.
Smorfia assassina,
impassibile nello schivo sguardo,
credevi o meschina
di spegnere l'amore con cui ardo.
La selvaggia passione,
romperà l'ipocrita carapace,
sarà l'esplosione
di libido del tuo corpo rapace.
Ed io come volpi,
con il riccio, piegherò gli aculei,
ascolterò i colpi
del tuo cuore insieme ai miei.
Come rose raccolte,
con dolcezza, ti prenderò il viso,
baciandolo più volte,
finché non risplenderà il sorriso.
©
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L'autore
estro non diede beltà
Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.
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