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Introspezione 8 dicembre 2006 · lettura 1 min · 1228 letture

S'aprì il Cielo a tutto il suo splendore

Y
Yanez75 43 poesie pubblicate
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S'aprì il Cielo a tutto il suo splendore Dal vetro a volta il volo e l'oro Le piume gocciolano di candore Il cielo a volta di luci intermittenti È caldo il velluto sopra i tetti Isola le luci e oscura i deserti Sfavillanti l'ombre ondeggiano sulle gobbe Né più né meno che navigare Sui brevi deserti di corteccia e sughero Son questi mille mondi arcani per immaginare un Dio sultano Che progettano nelle chiese e nelle case A meno di quattro domeniche dal Natale Dio è esotico come un dattero del deserto Fra l'asino e il bue del presepio Nel cuore della famiglia accolta a desinare.
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Commenti (1)

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E
Estrella16 dicembre 2006

Sei bravo, si. L’accostamento ”dio”-”sultano” non nella sola lettura di un dio supremo ma del cattolico e il musulmano, richiamata in seguito anche nell’immagine del deserto, e qui anche l’estraneità di questo dio, la ”lontananza” di volta in volta recuperata nell’intento di preparare l’ambiente domestico alle festività natalizie, sperando che gli addobbi bastino a riportarci ai ricordi di quando il natale significava più di una semplice abbuffata... ,